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	<title>Napoli Monitor</title>
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	<description>mensile di cronache, disegni, reportage</description>
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		<title>18 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:37:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo l’annuncio bisogna aspettare la reazione. Ieri era uno dei tanti giorni che sarebbe dovuto passare inosservato; e invece? Invece all’orizzonte dei napoletani è apparsa una strana nuova figura, una creatura che ancora non ha palesato la sua natura: nemico o amico, buono o cattivo? Il Digestore Anaerobico, robot frutto delle perverse menti del dottor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12925]" ><img class="alignleft size-full wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Dopo l’annuncio bisogna aspettare la reazione.</strong> Ieri era uno dei tanti giorni che sarebbe dovuto passare inosservato; e invece? Invece all’orizzonte dei napoletani è apparsa una strana nuova figura, una creatura che ancora non ha palesato la sua natura: nemico o amico, buono o cattivo? Il Digestore Anaerobico, robot frutto delle perverse menti del dottor De Magistris e del suo scagnozzo Sodano, non avrà vita facile però: già una schiera di supereroi di nuova generazione, consociati per adeguarsi ai tempi, sta organizzandosi per evitare che l’ammasso di titanio e acciai vari cominci la sua conquista; i Verdi (probabilmente nuovi Hulk dalle dimensioni umane) e i Sel (del quale nome ancora non si è capito il significato) già sono pronti per presidiare i luoghi che probabilmente il mostro attaccherà, nel giorno in cui i cittadini lo vedranno sorgere dal mare, per cibarsi dei resti della vecchia acciaieria di Bagnoli e diventare ancora più forte.</em></p>
<p>Un impianto per il trattamento della frazione umida dei rifiuti a Bagnoli, nell’area ex Italsider: il progetto del Comune e di Bagnolifutura divide, anche a sinistra.  Il dato da cui partire: a Napoli mancano impianti in cui la parte umida de rifiuto (scarti alimentari e vegetali), depositata dai cittadini nei bidoni della differenziata, sia trasformata in compost, infertilizzante. Dalla città partono infatti ogni anno decine di migliaia di tonnellate destinate fuori regione. [...] Giuseppe De Cristofaro, segretario provinciale di Sinistra e libertà: «Realizzare un digestore anaerobico su scala industriale di tali dimensioni ha un pesantissimo impatto sul territorio e soprattutto mina la vocazione turistica dell’area» (fabrizio geremicca, corriere del mezzogiorno, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Ma non è finita qui.</strong> Pare, infatti, che abbiano una nuova arma, molto potente anche questa, dal nome criptato Prg, ancora poco chiaro ma che sicuramente indica un innesto su un vecchio macchinario.</em></p>
<p>Il comune di Napoli farà una variante al piano regolatore generale per permettere la costruzione di 20 mila vani, che equivalgono mediamente a poco più di 6.000 alloggi. L’annuncio a sorpresa lo ha dato l’assessore all’urbanistica, Luigi De Falco, «Il nuovo tema – ha detto De Falco – è la necessità di edilizia sociale per cui stiamo lavorando a una variante al Prg che porteremo in discussione in Consiglio comunale nelle prossime settimane». (il mattino napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Nel frattempo nuovi parassiti</strong> e forme di vita si sviluppano in città, piccoli microbi sviluppati sempre dagli stessi nemici della pace.</em></p>
<p>L’inchiesta punta i riflettori su 55 decreti per la concessione di provvidenze per invalidità civile acquisite presso la IV Municipalità di Napoli San Lorenzo-Vicaria-Poggioreale e zona industriale e cinque pratiche acquisite presso la VI Municipalità di Napoli Ponticelli. Tra gli indagati c’è anche un consigliere della IV Municipalità: Assunta Natale è stata eletta nella lista ‘Liberi con Lettieri sindaco’. Ora è agli arresti domiciliari. Le indagini dei carabinieri l’altro ieri hanno portato all’arresto 56 persone, accusate di aver truffato lo Stato, simulando patologie fisiche e mentali per percepire indebitamente pensioni di invalidità per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro. (giuseppe letizia, cronache di napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Chiudiamo però con le parole di un vecchio</strong> protagonista, quando ancora il racconto era alla prima serie.</em></p>
<p>Vezio De Lucia voleva creare «al posto delle ciminiere Italsider, una riviera di città turistica, bella forse più di via Caracciolo, nell’incantevole scenario tra l’isoletta di Nisida e il litorale flegreo», mare balneabile per due terzi, un parco, strutture per la ricerca scientifica, con attrezzature alberghiere e un massimo di 2 milione di metri cubi di edifici. Ma non si è mai realizzato (stella cervasio, la repubblica napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><strong><em>To be continued.</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>a cura di arsenio lupino</em></p>
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		<title>Stampa oggi: buoni e cattivi a Neapolis</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:40:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Dopo l’annuncio bisogna aspettare la reazione. Ieri era uno dei tanti giorni che sarebbe dovuto passare inosservato; e invece? Invece all’orizzonte dei napoletani è apparsa una strana nuova figura, una creatura che ancora non ha palesato la sua natura: nemico o amico, buono o cattivo? Il Digestore Anaerobico, robot frutto delle perverse menti del dottor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12823" class="wp-caption alignleft" style="width: 279px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/rs_monitor.jpg" rel="lightbox[post-11335]" ><img class=" wp-image-12823     " title="rs_monitor" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/rs_monitor.jpg" alt="" width="269" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">(foto archivio monitor)</p></div>
<p><strong><em><em> </em></em></strong><em><strong>Dopo l’annuncio bisogna aspettare la reazione.</strong> Ieri era uno dei tanti giorni che sarebbe dovuto passare inosservato; e invece? Invece all’orizzonte dei napoletani è apparsa una strana nuova figura, una creatura che ancora non ha palesato la sua natura: nemico o amico, buono o cattivo? Il Digestore Anaerobico, robot frutto delle perverse menti del dottor De Magistris e del suo scagnozzo Sodano, non avrà vita facile però: già una schiera di supereroi di nuova generazione, consociati per adeguarsi ai tempi, sta organizzandosi per evitare che l’ammasso di titanio e acciai vari cominci la sua conquista; i Verdi (probabilmente nuovi Hulk dalle dimensioni umane) e i Sel (del quale nome ancora non si è capito il significato) già sono pronti per presidiare i luoghi che probabilmente il mostro attaccherà, nel giorno in cui i cittadini lo vedranno sorgere dal mare, per cibarsi dei resti della vecchia acciaieria di Bagnoli e diventare ancora più forte.</em></p>
<p>Un impianto per il trattamento della frazione umida dei rifiuti a Bagnoli, nell’area ex Italsider: il progetto del Comune e di Bagnolifutura divide, anche a sinistra.  Il dato da cui partire: a Napoli mancano impianti in cui la parte umida de rifiuto (scarti alimentari e vegetali), depositata dai cittadini nei bidoni della differenziata, sia trasformata in compost, infertilizzante. Dalla città partono infatti ogni anno decine di migliaia di tonnellate destinate fuori regione. [...] Giuseppe De Cristofaro, segretario provinciale di Sinistra e libertà: «Realizzare un digestore anaerobico su scala industriale di tali dimensioni ha un pesantissimo impatto sul territorio e soprattutto mina la vocazione turistica dell’area» (fabrizio geremicca, corriere del mezzogiorno, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Ma non è finita qui.</strong> Pare, infatti, che abbiano una nuova arma, molto potente anche questa, dal nome criptato Prg, ancora poco chiaro ma che sicuramente indica un innesto su un vecchio macchinario.</em></p>
<p>Il comune di Napoli farà una variante al piano regolatore generale per permettere la costruzione di 20 mila vani, che equivalgono mediamente a poco più di 6.000 alloggi. L’annuncio a sorpresa lo ha dato l’assessore all’urbanistica, Luigi De Falco, «Il nuovo tema – ha detto De Falco – è la necessità di edilizia sociale per cui stiamo lavorando a una variante al Prg che porteremo in discussione in Consiglio comunale nelle prossime settimane». (il mattino napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Nel frattempo nuovi parassiti</strong> e forme di vita si sviluppano in città, piccoli microbi sviluppati sempre dagli stessi nemici della pace.</em></p>
<p>L’inchiesta punta i riflettori su 55 decreti per la concessione di provvidenze per invalidità civile acquisite presso la IV Municipalità di Napoli San Lorenzo-Vicaria-Poggioreale e zona industriale e cinque pratiche acquisite presso la VI Municipalità di Napoli Ponticelli. Tra gli indagati c’è anche un consigliere della IV Municipalità: Assunta Natale è stata eletta nella lista ‘Liberi con Lettieri sindaco’. Ora è agli arresti domiciliari. Le indagini dei carabinieri l’altro ieri hanno portato all’arresto 56 persone, accusate di aver truffato lo Stato, simulando patologie fisiche e mentali per percepire indebitamente pensioni di invalidità per un valore complessivo di quasi 2 milioni di euro. (giuseppe letizia, cronache di napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Chiudiamo però con le parole di un vecchio</strong> protagonista, quando ancora il racconto era alla prima serie.</em></p>
<p>Vezio De Lucia voleva creare «al posto delle ciminiere Italsider, una riviera di città turistica, bella forse più di via Caracciolo, nell’incantevole scenario tra l’isoletta di Nisida e il litorale flegreo», mare balneabile per due terzi, un parco, strutture per la ricerca scientifica, con attrezzature alberghiere e un massimo di 2 milione di metri cubi di edifici. Ma non si è mai realizzato (stella cervasio, la repubblica napoli, 18 maggio 2012).</p>
<p><strong><em>To be continued.</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>a cura di arsenio lupino</em></p>
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		<title>Lippi, il candore del’intelligenza</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:27:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì 18 maggio alle 19.00 si inaugura alla galleria Nea, via Costantinopoli 53,  una personale del pittore napoletano Raffaele Lippi, in occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa. La mostra sarà visibile fino al 19 giugno, da lunedì a sabato ( ore 10.30 &#8211; 14.00,  16.00-19.00; ingresso libero). Ripubblichiamo di seguito un ritratto di Lippi tracciato dall&#8217;amico, giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12910" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/lippi_big.jpg" rel="lightbox[post-12908]" ><img class="size-full wp-image-12910" title="lippi_big" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/lippi_big.jpg" alt="" width="600" height="481" /></a><p class="wp-caption-text">( da un dipinto di raffaele lippi )</p></div>
<p><em>Venerdì 18 maggio alle 19.00 si inaugura alla galleria Nea, via Costantinopoli 53,  una personale del pittore napoletano Raffaele Lippi, in occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa. La mostra sarà visibile fino al 19 giugno, da lunedì a sabato ( ore 10.30 &#8211; 14.00,  16.00-19.00; ingresso libero). Ripubblichiamo di seguito un ritratto di Lippi tracciato dall&#8217;amico, giornalista e scrittore Luigi Compagnone.</em></p>
<p><em></em><span style="color: #ffffff;">o</span><br />
da L’Unità, 22 agosto 1982</p>
<p><span style="color: #ffffff;">o</span><br />
<span class="capoverso-blu">Lo ha detto ieri Paolo Ricci che Raffaele Lippi</span> non ha mai avuto il riconoscimento che meritava. Ma a Napoli succede. Qui i riconoscimenti che “non” meritavano li hanno sempre avuti i bozzettisti, i pitturelli di galline sull’aia, i vesuvisti e poi i guappi, gli “arditi”, i chiacchieroni, gli sbruffoni dalla voce grossa e dal cervello di cacca. Raffaele è invece, oltre che intelligentissimo, un uomo mite, appartato, innocente. Viene, con altri amici e compagni, quasi ogni sera a casa mia. Sono i tempi di dopo la liberazione. Tra questi amici e compagni c’è anche il giovanissimo pittore Vincenzo Montefusco, anche lui un vero talento, il padre gli è stato ammazzato dai tedeschi in piazza Dante, Vincenzo se lo è caricato sulle spalle e lo ha portato a casa. Poi anche Vincenzo è morto qualche anno fa, per un’infezione di tetano.</p>
<p><span class="capoverso-blu">Dicevo di quelle sere, Raffaele parla poco.</span> Ma ogni tanto interviene con giudizi netti, talora anche ironici. Come noi, parla in dialetto. Ma il suo è un dialetto più franco, più vero del nostro. Dipende forse anche dal fatto che lui ha sempre vissuto tra la Sanità e Capodimonte, ossia nel cuore profondo di Napoli. (Anche Vincenzo Montefusco era un giovane di vicolo). Raffaele è un candido. Il suo è il candore dell’intelligenza. Il candore di chi ama il mondo, e per il mondo sta in pena. Una pena irritata, positiva, mai sospirosa e napoletanesca. Ama gli amici, il prossimo suo. Intendo per “prossimo suo” tutti quelli che Raffaele sente vicini alla propria ardente speranza di veder questa città finalmente sottratta alle tante aberranti mitologie umane, culturali e politiche che la soffocano. Alle tante macerie che con arte grande e grande dolore egli ha raffigurato nei suoi primi quadri.</p>
<p><span class="capoverso-blu">Ha lavorato tantissimo finché ha potuto,</span> finché l’artrite non gli ha deformato le mani. E pur con tanto lavoro, Raffaele non si è mai fatto i soldi. Non è un uomo da soldi. Non ne ha la vocazione. Qualche anno fa c’è stata una sua mostra personale al Vomero, nella libreria “Incontro” di Enzo Ziccardi. Mi innamoro di una testa di donna su fondo azzurro. Ne chiedo il prezzo a Ziccardi, mi dice seicentomila lire. Gli rispondo con un gesto desolato, mi raccomando di non dirlo a Raffaele. Il quale mi telefona il giorno dopo, mi fa: «Veramente ti piace tanto, facciamo così: invece delle seicentomila lire, tu me ne dai sessantamila ma in libri. Li sceglierò io stesso nella libreria di Enzo». Ti ringrazio ancora di quel regalo, caro Raffaele. E mentre batto sui tasti, mi guardo ogni tanto quella tua testa di donna su fondo azzurro. Un fondo purissimo, il colore che meglio si rappresenta nell’antico cuore della nostra amicizia. <em>(luigi compagnone )</em></p>
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		<title>17 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:58:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per iniziare, un piccolo test psicoattitudinale per napoletani. Come riqualificare finalmente Bagnoli, ex quartiere operaio, ex sede di Italsider ed Eternit, con l’amianto che ancora impregna il terreno, con progetti e una società di trasformazione urbana che da anni si agitano pur restando misteriosamente in un sostanziale immobilismo? a)      Avviare una seria bonifica; b)      Costruirci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12904]" ><img class="alignleft size-full wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><em><strong>Per iniziare, un piccolo test psicoattitudinale</strong> per napoletani. Come riqualificare finalmente Bagnoli, ex quartiere operaio, ex sede di Italsider ed Eternit, con l’amianto che ancora impregna il terreno, con progetti e una società di trasformazione urbana che da anni si agitano pur restando misteriosamente in un sostanziale immobilismo?</em></p>
<p><em>a)      Avviare una seria bonifica;</em></p>
<p><em>b)      Costruirci un digestore anaerobico di rifiuti.</em></p>
<p><em><strong>Non so cosa voi abbiate risposto,</strong> o forse lo so, comunque la giunta comunale ha risposto b.</em></p>
<p>Dovevano arrivarci le vele della Coppa America, ci arriverà la frazione umida dei rifiuti. Strana la curva di Bagnoli, dove ieri, contestualmente al cronoprogramma sul bando di gara per la vendita dei lotti, il sindaco di Napoli ha annunciato la realizzazione nella zona dell`ex Italsider di un digestore anaerobico, impianto di trattamento dei rifiuti “alternativo” all`inceneritore. L`intesa con la Bagnolifutura è stata siglata 7 giorni fa. A parlarne sono stati de Magistris e il suo vice, Sodano. «Questo impianto è una risposta definitiva a chi sostiene che Napoli dice solo dei no». (paolo cuozzo, corriere del mezzogiorno, 17 maggio 2012)</p>
<p><strong><em>P.s. Il luogo è in una posizione ideale,</em></strong> <em>a pochi chilometri dal mare e dal centro cittadino. Ottimo.</em></p>
<p><strong><em>A Napoli si dice “</em>ciacca’ e medica<em>”</em></strong>. <em>Perché intanto Bagnoli Futura, la società di trasformazione urbana che da anni si sta occupando (?) di riqualificare il quartiere, cambia di nuovo pelle. E il sindaco promette:</em></p>
<p>Cinque progetti da realizzare entro l`anno; e un forte messaggio all`esterno. Il cronoprogramma del primo cittadino prevede nel giro di sei mesi «l`apertura del cantiere e dunque la consegna della strada che porta al parcheggio dell`auditorium, il turtle point, il rilancio del Polo tecnologico ambientale, la consegna del parco dello sport e l`awio della realizzazione del grande parco di Bagnoli». Sul porto, previsto dal Prg, de Magistris è chiaro: «È un attrattore e la riflessione è in corso, noi metteremo in atto tutto quello che prevede il Piano urbanistico di Bagnoli». Infine la nuova mission della società: «Sarà un`agenzia di sviluppo per l`intero territorio dell`area occidentale  e l`obiettivo non sarà più solo la vendita dei suoli. Stiamo valutando la possibilità di aprire la proprietà a nuovi partners istituzionali come l`università e gli enti diricerca». Ilriferimento è in particolare al Cnr retto da Luigi Nicolais. (luigi roano, il mattino napoli, 17 maggio 2012)</p>
<p><strong><em>La monnezza vi affligge?</em></strong> <em>Lo sconforto vi pervade? Il registro tumori in Campania non esiste proprio mentre aumentano le patologie a causa dell’esposizione a diossina e rifiuti? Non siete i soli. Anche se la stampa ne fa trafiletti.</em></p>
<p>Ennesimo pellegrinaggio, ieri, dei medici per l`ambiente (Isde) alla Regione per chiedere, dopo una gestazione di oltre due anni, la deliberazione della legge regionale sulla rete dei registri tumori. Gli esperti Martella, Cornelia, Rivezzi, Esposito e Ciannella del direttivo Isde hanno volantinato un appello, eccolo: «Credevamo che in Italia 130 milioni di tonnellate l`anno di rifiuti industriali fossero ben smaltiti rispetto a 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Ma apprendiamo dai rapporti sulle ecomafie che di 30 milioni l`anno di rifiuti industriali perdiamo le tracce da oltre trent`anni. Credevamo che lo Stato facesse lotta alla evasione dei rifiuti tossici industriali che invece, con flusso costante da Nord, avvelenano la Campania e le sue discariche da Pianura a Terzigno, da Serre a Taverna del Re. Credevamo che il cancro colpisse gli anziani e non i giovani e che ci fossero problemi economici nella nostra Regione per perdere ancora anni a finanziare con 1.5 milioni di euro una valida rete di registri tumori. Non potevamo credere invece che si sarebbe preferito finanziare con 2.8 milioni il portale web regionale dopo questo immane disastro ambientale». (corriere del mezzogiorno, 17 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>Però niente paura:</strong> fatevi un ragù e tutto passa.</em></p>
<p>Altro che verdure crude, soia e trifoglio rosso. Per prevenire i tumori a tavola vanno abbandonati i pregiudizi e spalancate le braccia al ragù. Al piatto principe della tradizione partenopea che — è dimostrato — aiuta a prevenire l`insorgenza di tumori, purché venga preparato con olio extravergine d`oliva. Il cinema di Totò, il teatro e la poesia di Eduardo De Filippo hanno ampiamente celebrato questo trionfo in salsa di pomodoro, del quale però ora anche la scienza riconosce i benefici. Se ne discuterà nel corso della terza edizione del convegno intemazionale «Advances in nutrition and Cancer», promosso da Arfacid onius, Istituto nazionale dei tumori Fondazione Pascale, Cnr, Seconda università di Napoli, Federico II e dall`Istituto degli Studi filosofici, con il patrocinio dell`Accademia nazionale dei Lincei. (anna paola merone, corriere del mezzogiorno, 17 maggio 2012)</p>
<p><strong><em>Buon appetito.</em></strong></p>
<p><em>a cura dell’oscena del villaggio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>16 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:03:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diciamo subito che non è una giornata di grandi notizie. E che quelle poche rilevanti che ci sono, sono tutt’altro che positive. Ce n’è una, però, che mi riporta indietro nel tempo, a giorni di “tarantelle” e barricate. A rotonde e proteste, e a comitati anti-discarica. Periodicamente, considerando l’immobilismo istituzionale sulla questione rifiuti, i nomi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12899]" ><img class="alignleft size-full wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Diciamo subito che non è una giornata di grandi notizie. </em></strong><em>E che quelle poche rilevanti che ci sono, sono tutt’altro che positive. Ce n’è una, però, che mi riporta indietro nel tempo, a giorni di “tarantelle” e barricate. A rotonde e proteste, e a comitati anti-discarica. Periodicamente, considerando l’immobilismo istituzionale sulla questione rifiuti, i nomi di sfortunate località tornano in auge, perché qualcuno pensa di sversarci rifiuti, ampliare cave già esistenti, tritovagliare, stoccare, sotterrare. Questa volta, invece, anche a seguito di una strenua resistenza da parte degli abitanti, che nemmeno Stalingrado, la notizia sembra positiva:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo due anni di contestazioni la discarica Sari chiude i battenti sabato. L’ultimo autocompattatore varcherà i cancelli alla mezzanotte di sabato, quando saranno raggiunte le settecentoquarantamila tonnellate, la quota massima stabilita dalla regione Campania. Dopo di che la Sapna, l’azienda che gestisce l’invaso di Terzigno, lo chiuderà definitivamente. Soddisfazione è stata espressa dai comitati anti-discarica. Franco Martone, il responsabile della rete dei comitati vesuviani ha commentato: «Siamo felici ma abbiamo vinto solo una battaglia. La guerra sarà vinta quando saranno avviate le bonifiche di tutte le discariche disseminate all’interno del parco». (alfonso bertolini, il giornale di napoli, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Leggendo l’articolo a fondo, fa riflettere</em></strong><em> il fatto che in questa regione il rispetto di un principio tutto sommato elementare (quando una discarica è piena, non si può più sversare) crei grande entusiasmo tra la popolazione, e venga rivendicato come il risultato di una lunga e dura lotta (che effettivamente c’è stata). C’è da contentarsi, in ogni caso, dal momento che non raramente si è visto chiudere e riaprire discariche già sature per presunte emergenze, e cave che dovevano essere bonificate, tornate a essere invase da munnezza di ogni tipo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>A proposito di rifiuti </em></strong><em>(questa volta parliamo di raccolta e assunzioni clientelari), si fanno nomi illustri:<strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il deputato del Pdl Mario Landolfi è stato rinviato a giudizio con le accuse di concorso in corruzione e truffa aggravata dall’aver agito per favorire un clan camorristico. Lo ha deciso il gup Ferrigno accogliendo la richiesta del pm Milita. Landolfi avrebbe corrotto un consigliere comunale di Mondragone facendolo dimettere un mese prima della scadenza del consiglio, del quale si impedì così lo scioglimento. In cambio il parlamentare gli avrebbe offerto un contratto di lavoro di tre mesi per la moglie nel consorzio “Eco4” e un posto nella futura giunta comunale. (titti beneduce, corriere del mezzogiorno, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>E pensare che ieri qualcuno si stupiva dell’ostruzionismo</em></strong><em> fatto in parlamento dal Pdl su un decreto anti-corruzione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma cambiamo argomento, parliamo del caso Equitalia.</em></strong><em> Sono già sette i denunciati dopo gli scontri all’esterno della sede napoletana. “Per ora”, specifica quasi compiacendosi la solita Conchita Sannino, giornalista punta di diamante nella sezione “rapporti con la digos” del quotidiano </em>La Repubblica<em>. Dalla procura, infatti, sarebbero pronti a partire almeno altri nove provvedimenti, mentre ieri, proprio quando se ne sentiva il bisogno, è arrivata una essenziale dichiarazione del sindaco di Bologna:</em></p>
<p style="text-align: justify;">«Vorrei una grande manifestazione contro l’evasione fiscale», auspica Merola, aggiungendo subito dopo: ma non come a Napoli, «dove contro Equitalia sono scesi in piazza cittadini e camorra». (conchita sannino, repubblica napoli, 16 maggio 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>In coda all’articolo, giusto per dovere di cronaca,</em></strong><em> vengono proposti tutti i nomi dei denunciati e la lista dei presunti reati attribuitigli (la cosa incoraggiante, guardando i video, è che probabilmente anche un avvocato laureato all’università del Trota riuscirà a tirare fuori i militanti da questo pasticcio, considerando l’assurdità della maggior parte delle accuse). Ma la Sannino, non ci crederete, ha uno scatto di orgoglio, e nonostante le sagaci analisi dei giorni scorsi, del tipo:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Leader dell&#8217;antagonismo di ieri e di oggi, capipopolo sotto i sessanta e giovani attivisti di Insurgencia, disoccupati dell´area flegrea e studenti del Cau, gli storici &#8220;nemici&#8221; di CasaPound. Se aveva un obiettivo l´assalto di due giorni fa agli uffici di Equitalia, a centrarlo è stato un variegato &#8220;cartello&#8221; che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, mira ad accreditarsi come «portabandiera del conflitto» a Napoli. (conchita sannino, repubblica napoli, 13 maggio 2012)<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>O ancora:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E intanto Napoli si conferma focolaio di tensioni su vasta scala. Un filo rosso legherebbe il centro studi perquisito lo scorso marzo a Montesanto, su disposizione del procuratore Rosario Cantelmo, agli anarchici che hanno rivendicato l´attentato al dirigente di Ansaldo, a Genova. (conchita sannino, repubblica napoli, 13 maggio 2012)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> …chiosa, nell’articolo di quest’oggi, indignandosi</em></strong><em> nei confronti di qualsiasi sospetto di collusione con la camorra, per i manifestanti denunciati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Che nessuno, da oltre i confini del Po</em></strong><em> si permetta di gettare fango su di loro. Cercatevi dei manifestanti violenti a casa vostra, e lasciate a </em>Repubblica Napoli<em> i “cartelli del conflitto” e i “professionisti del caos”! Claro?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>a cura di pazzaglia<strong></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oroscopi e frontiere, omaggio a Fortini</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monitor</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'oroscopo di Foucault]]></category>

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		<description><![CDATA[Oroscopo di Foucault 16 – 31 maggio 2012 Questioni di frontiera &#8211; [omaggio a Franco Fortini] &#160; Ariete Tra Franco Fortini e Pier Paolo Pasolini non correva “buon sangue”. Oggi può apparire strano che due tra le maggiori figure del novecento, accomunati tra l&#8217;altro da un comune sentire politico, non riuscissero a trovare un punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="capoverso-blu">Oroscopo di Foucault 16 – 31 maggio 2012</span></p>
<p><strong>Questioni di frontiera &#8211; [omaggio a Franco Fortini]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ariete</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/ariete.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="size-thumbnail wp-image-8535 alignleft" title="ariete" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/ariete-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tra Franco Fortini e Pier Paolo Pasolini</span> non correva “buon sangue”. Oggi può apparire strano che due tra le maggiori figure del novecento, accomunati tra l&#8217;altro da un comune sentire politico, non riuscissero a trovare un punto di incontro e di equilibrio, ma è così. Tra l&#8217;altro Fortini si arrabbiò moltissimo quando, nel 1968, Pasolini prese le parti dei poliziotti contro gli studenti universitari. Fortini scrisse parole durissime contro di lui. Parole che preferì non pubblicare e che lesse solo privatamente a Pasolini e che pubblicò solo qualche anno dopo la sua morte. Fortini scrisse questi durissimi versi dedicati a P. “la mia prigione vede più della tua libertà”. Ciò nonostante tra i due non mancò un riconoscimento reciproco e il tono della polemica fu sempre alto. Tutto questo per dirvi una sola cosa. Le discussioni più aspre hanno un senso solo se le fate con persone che meritano in qualche modo la vostra attenzione. Altrimenti si trasformano in litigi e servono solo a farvi perdere tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Toro</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/toro.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8870" title="toro" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/toro-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>“Non si può compiere nessuna giustizia storica</span> se non si impegna il futuro. Non ci può essere nessuna responsabilità altrui e passata verso il nostro presente se non nella misura in cui ve n&#8217;è una nostra verso l&#8217;avvenire. Scegliere una discendenza vuol dire scegliere una tradizione”. Così scriveva Fortini. E quindi, se volete muovervi nel vostro presente dovete avere ben chiaro quale futuro avete impegnato. Ora la domanda che potreste legittimamente porre è “verso quale direzione allora dovremmo muoverci?”. Chiedereste cose che vanno oltre questo povero oroscopo. Forse, non si tratta solo di porre domande o cercare risposte. Si tratta di porgere l&#8217;orecchio al silenzio che abbiamo intorno. E provarne a scrivere una musica che non sia rumore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gemelli</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/gemelli.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8869" title="gemelli" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/gemelli-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a><span class="capoverso-blu">“Noi siamo al mondo per trasformare</span> il destino in libertà”. È una frase di Cesare Pavese che ho ritrovata in un articolo di Franco Fortini. Tra i due è rimasto un sospeso di lettere ormai non spedite. L&#8217;ultimo appunto di Pavese prima che si togliesse la vita riguarda proprio il giovane Fortini che doveva cominciare una collaborazione alla sua nuova rivista. E Fortini ha per molti anni conservato una lettera scritta a Pavese il giorno prima del suo suicidio, non spedita solo a causa di un ritardo. Vabbè, stiamo un po&#8217; divagando. Tiriamo le somme da quello che questi due poeti ci possono insegnare. Primo, a voi che siete pigri, raccomandiamo di non tenere chiusi nel cassetto né lettere né pensieri. Secondo, tenete sempre a mente, siamo qui per trasformare il destino in libertà, mica a pettinare bambole!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cancro</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/cancro.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8868" title="cancro" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/cancro-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Cesare Pavese ha detto che non è scrittore</span> e non lo sarà chi non accetta di esserlo nel suo tempo, chi rimanda, continuamente all&#8217;avvenire, alla modificazione del presente la felicità che invece dovrebbe avere subito. Aggiunge Fortini a questo pensiero “forse il consiglio di Pavese vale per ogni vita, e la verità di ogni vita è in quella parte che si rallegra di se medesima o si rallegra anche negandosi, anche contenendosi. In questo senso l&#8217;uomo è la sua felicità, la sua riuscita”. La nostra (e la vostra felicità) non sarà data in un mondo in cui non esistono dolore e angoscia, ma quando impareremo a usare strumenti comuni per la lotta contro il dolore e la miseria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leone</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/leone.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8867" title="leone" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/leone-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Nel 1968 sulla porta dell&#8217;università di Milano</span> campeggiava una grande scritta in rosso, “Università Occupata”. Qualcuno poi aveva aggiunto sotto, a caratteri ancora più grandi la parola “SEMPRE”. Partiva da questo particolare Franco Fortini per spiegare il significato della parola amore. Questo bisogno di durata, questo rifiuto del mutamento è ciò che unisce il combattimento per la salvezza della propria integrità con la più profonda esigenza dell&#8217;amore, scriveva. Ma fate attenzione, quanto più si sa che per sempre non esiste tanto più si chiede il sempre. Perché, aggiungeva F., “quel sempre e quell&#8217;amore devono essere delusi (…). Quella gioventù deve essere oltrepassata per poterla conservare, lo sappiamo. Perché la volontà e l&#8217;amore verso il sempre non deperiscano nella nostalgia per quel sempre, ma siano sempre volontà e amore”. Non temete di oltrepassare le cose se avete voglia che durino per sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vergine</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/vergine.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8866" title="vergine" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/vergine-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Ci sono due tipi di memoria nozionistica, quella a breve termine e quella a lungo termine. Nella breve vanno a finire le nozioni che utilizziamo per poco, nell&#8217;altra quelle che torneremo ad adoperare. Nulla di nuovo, direi, questo lo sappiamo bene. A maggiore ragione lo sapete voi, sempre puntigliosi nell&#8217;annotare le cose. “Ma la memoria &#8211; scrive Fortini &#8211; non è ricordo di fatti, di episodi e neanche documentazione di clima, di temperie, di contesti […] memoria è soprattutto giudizio storico, è giudizio storico quello che fa capire quello che abbiamo davanti e non soltanto quello che abbiamo alle spalle”. La memoria serve a ricordare il futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bilancia</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/bilancia.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8876" title="bilancia" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/bilancia-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a><span class="capoverso-blu">“Non riusciranno mai a toglierci dal cuore</span> la certezza che qualcosa può mutare nella sorte degli uomini e dell’uomo”, diceva un vecchio poeta [Franco Lattes, in arte Franco Fortini]. E poi aggiungeva, “diciamolo chiaro se vogliamo combattere la bestialità e l’ingiustizia intorno a noi, ciò non è solo perché crediamo in una umanità nuova, ma perché quella bestialità e ingiustizia fa bestie e ingiusti noi che ne siamo complici. La misura della eguaglianza è nella coscienza della diversità, è malgrado la diversità che ci sentiamo fratelli”. Ecco in questi giorni è così dovete combattere le bestialità e le ingiustizie, non per vincere ma per non esserne complici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scorpione</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/scorpione.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8875" title="scorpione" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/scorpione-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>In occasione dell&#8217;anniversario del 1991</span> della strage di Bologna i familiari delle vittime chiesero a Fortini di scrivere una poesia da leggere in piazza. La poesia terminava così: “Dicono che il mercato/ è sistema di informazione perfetto/ di quello che la gente preferisce. Ma quello che non sappiamo di volere/quello che non sappiamo di vedere? Abita dove il mercato finisce. Dove le lacrime non parlano; sono là dove se ne è andato il vento/alto altissimo su tutta l&#8217;Emilia Romagna, l&#8217;Italia, l&#8217;Europa, l&#8217;Oltremondo/il vento che agli altimetri non parla/ma solo, la notte, a qualcuno e per sempre”. Non sappiamo dove sono le cose che non sapete di volere, né quelle che non sapete di vedere. Ma sappiamo che il vento della notte a voi dirà molte cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sagittario</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/sagittario.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8874" title="sagittario" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/sagittario-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Le cose non mutano da sole.</span> Per meglio dire le cose non mutano da sole nella direzione che noi desideriamo. Secondo Marx il mutamento si sarebbe dato quando dall&#8217;estremo della propria miseria, finalmente chiara e visibile, null&#8217;altro da perdere ci sarebbe se non le proprie catene. Sappiamo che voi trascorrete ogni giorno a capire, a comprendere quale sia la direzione del cambiamento. Immaginarvi fermi non è possibile. Questo è quello che Fortini suggeriva a quelli come voi. “Capire il mondo intorno a sé è anche occuparsi di industria, di fabbriche, operai, lotte sindacali e politiche. È agirvi dentro. Credo che questo debba essere fatto. E non negare mai la propria parola, dove ci sia possibilità vera di recare offesa salutare agli offensori e giusta ingiustizia agli ingiusti”. Agite dentro il mondo, mi raccomando e non solo dentro i vostri pensieri, e cercate le parole giuste. Quelle che insegnano in quale direzione cercare i nostri compagni di viaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Capricorno</strong></p>
<p><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/capricorno.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8873" title="capricorno" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/capricorno-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a> <span class="capoverso-blu">Eh l’amore è sofferenza si sa.</span> Quello che è meno noto è quanto soffre chi deve ascoltare chi soffre per amore. Si, perché uno non sa che dire, cerca di sdrammatizzare senza però sminuire il dramma di chi soffre. Lo pensavo l&#8217;altra settimana, mentre raccoglievo le lacrime rotte di un amore disperato. Lei non lo ama, lui ha un&#8217;altra ma vorrebbe stare con lei, lei forse lo ama di nuovo. Roba simile. Sul momento sono stato lì muto ascoltatore. Poi, dopo, ho trovato questi versi [di Franco Fortini] che facevano al caso nostro.”Non credere che tutto sia finito, ragazzo. Spera, fatti una ragione della tua pena. Per il nostro cuore non c&#8217;è una primavera sola”. E per il vostro di cuore, quante primavere ci sono?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Acquario</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/acquario.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8872" title="acquario" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/acquario-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>“Gli oppressi sono oppressi e tranquilli,</span> gli oppressori tranquilli parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso credo di non sapere più di chi è la colpa. Scrivi mi dico, odia chi con dolcezza guida al niente gli uomini e le donne che con te si accompagnano e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici scrivi anche il tuo nome. Il temporale è sparito con enfasi. La natura per imitare battaglie è troppo debole. La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi” [Traducendo Brecht]. Questi sono tra i versi più belli che Fortini abbia mai scritto. Ve li dedichiamo, anzi dedicateveli per questa fine di maggio. Quando pensate che non valga la pena, quando tornerete a casa stanchi per il caldo e il lavoro e non si darà un amico e una birra fredda, quando gli altri vi sembreranno impegnati in cose più serie e importanti delle vostre, non smettete per questo di scrivere una ad una le pagine del vostro quotidiano resistere. Nulla è sicuro, certo, voi scrivete.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pesci</strong></p>
<p><span class="capoverso-blu"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/pesci.jpg" rel="lightbox[post-12879]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8871" title="pesci" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/10/pesci-2-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Capita spesso di incontrare persone</span> che soffrono per amore. Forse al loro vocabolario degli affetti manca la parola “riconoscere”. Riconoscere l&#8217;altro non è qualcosa che nasce dalla volontà. Scrive Fortini “la stretta anche più concorde di amanti beati può rilevarsi tormentosa e mortale se non ha l&#8217;arte di produrre qualcosa con le capacità dell&#8217;altro; se non fa accrescere nell&#8217;altro capacità di svolgimento, di azione e futuro; contro un margine costante d&#8217;ombra e dolore, guardandolo fisso”. La lotta per farsi riconoscere passa per il riconoscimento di tutti e sappiamo che non è nel vostro vocabolario che manca questa parola, ma in quello degli altri. Ricordate, compito di chi vi ama (o dice di farlo) è riconoscervi. E sta a voi riconoscere chi vi ama.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pane e peperoni in salsa Lanzetta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monitor</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[ad est dell'equatore]]></category>
		<category><![CDATA[lanzetta]]></category>
		<category><![CDATA[monte dei paschi di siena]]></category>
		<category><![CDATA[pane e peperoni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[una vita on the road]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno una professoressa che non stimavo mi disse, dall’alto non so di cosa: «Devi imparare anche a raccontare i pensieri, non solo i fatti». Ho ripensato a questa frase leggendo il nuovo libro di Peppe Lanzetta, Pane e peperoni, una vita on the road (A est dell&#8217;equatore, 2012), una raccolta di aneddoti, episodi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12861" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/11.jpg" rel="lightbox[post-12860]" ><img class="size-full wp-image-12861" title="11" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/11.jpg" alt="" width="600" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">(archivio disegni napolimonitor)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un giorno una professoressa che non stimavo mi disse,</span> dall’alto non so di cosa: «Devi imparare anche a raccontare i pensieri, non solo i fatti».</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Ho ripensato a questa frase leggendo il nuovo libro di Peppe Lanzetta,</span> <em>Pane e peperoni</em>, <em>una vita on the road (</em>A est dell&#8217;equatore, 2012), una raccolta di aneddoti, episodi e incontri, di fatti insomma, sempre efficaci nella costruzione narrativa e nella scrittura, messi in fila con buon ritmo e non in ordine cronologico, in cinquantasette brevissimi capitoli da massimo due pagine. All’interno del libro i pensieri ci sono, ma soprattutto nella prima parte non guastano il ritmo serrato che viene fuori dai racconti, tutti autobiografici. Verso la fine i capitoli dedicati alle riflessioni si fanno un po’ troppo frequenti, ma da queste viene comunque fuori un punto di vista interessante sulle cose (quelle che riguardano Napoli, più che quelle sugli scenari nazionali o internazionali).</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">La parte migliore, si diceva, è costituita dal racconto.</span> Lanzetta mischia vita privata e pubblica, raccontando se stesso, a rapporto con la mediocrità di personaggi quali i direttori di banca incrociati nella sua travagliata carriera da impiegato del Monte dei Paschi, o ancora gli incontri sorprendenti come quello con uno spaesato De Andrè nella casa di Clemente Mastella, a Ceppaloni. Fa ritratti &#8211; forse anche alla luce dell’ennesima “carriera” che sta provando a intraprendere, quella di pittore &#8211; sempre efficaci, divertenti, scritti come al solito in maniera informale ma pulita, e dai quali riesce a tirar quasi sempre fuori il contesto, quello dell’Italia postdatata e postideologica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Ne escono alla grande personaggi come Mia Martini, Franco Battiato,</span> Raffaella Carrà e Oreste Lionello. Il burbero Sergio Bruni, Maurizio Costanzo, Gianni Minà, James Senese, e il compagno di classe Pino Daniele, che fingeva di dormire al casello dell’autostrada, per non pagare la sua quota. Molto bello il ricordo dedicato a Troisi, così come le pagine scritte per Abel Ferrara, Gaetano Di Vaio, e tutti i figli del Bronx minore, che ce l’abbiano fatta o meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Se la forza di questi racconti, tuttavia, sta nel modo in cui vengono presentati,</span> come il ricordo di “uno come tanti”, che si trova senza sapere come al cospetto dei più grandi, anche le caratterizzazioni dei personaggi privati sono efficaci: su tutti la professoressa di spagnolo, inguaribile zitella <em>arruffianata</em> dagli alunni, e il bancario che si aggira nella <em>gay-night</em> napoletana, per poi imbattersi nel più lassista dei suoi impiegati, pieno di vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un libro, insomma, diverso da tutti gli</span> altri di Lanzetta, che ha il merito di essere prima di tutto divertente nella sua leggerezza. Basti pensare, d’altronde, che quella che probabilmente è la vera chicca del libro, si trova nelle note biografiche, quando in coda ai precedenti testi pubblicati e dopo due righe che ci ricordano che l’autore è tradotto anche in Germania, Austria e Brasile, il testo si chiude con un secco: “Nel 2000 è stato protestato dal Banco di Napoli”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Dopo tanti “fatti”, un finale più adatto non poteva esserci,</span> per raccontare il personaggio più <em>border</em> della cultura della nostra città. <em>(riccardo rosa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>15 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:08:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dimenticate l&#8217;arte di arrangiarsi. Al tempo dei governi tecnici Napoli si riscopre una città di professionisti. A partire, ovviamente, da quelli del disordine. Tra i più stimati come non citare i professionisti dell&#8217;incenerimento: Tre periti di fiducia per il termovalorizzatore. Sono stati nominati dalla Regione e dovranno vallutare &#8220;lo stato di consistenza&#8221; dell&#8217;impianto prima che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12845]" ><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa-150x150.jpg" alt="" width="150" /></a>Dimenticate l&#8217;arte di arrangiarsi.</strong> Al tempo dei governi tecnici Napoli si riscopre una città di professionisti. A partire, ovviamente, da quelli del disordine.</em></p>
<p><em><strong>Tra i più stimati </strong>come non citare i professionisti dell&#8217;incenerimento:</em></p>
<p>Tre periti di fiducia per il termovalorizzatore. Sono stati nominati dalla Regione e dovranno vallutare &#8220;lo stato di consistenza&#8221; dell&#8217;impianto prima che Palazzo Santa Lucia lo acquisti da Impregilo, attuale proprietaria, come impone il decreto legge numero 195 del 2009. (fabrizio geremicca, corriere del mezzogiorno, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>&#8230;e i professionisti dei trasporti</strong> (magari!)</em></p>
<p>I sindaci dei comuni flegrei parteciperanno alla riunione della commissione regionale dei trasporti anticipata per quest&#8217;oggi alle 11. [...] &#8230; oggetto dell&#8217;incontro sarà la discussione delle &#8220;problematiche su disservizi della società Sepsa-area flegrea&#8221;. (cronache di napoli, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>Con calma,</strong> che tra poco arrivano le vacanze. A occuparsene ci saranno i professionisti del mare pulito:</em></p>
<p>I lidi si sono attrezzati, fanno la raccolta differenziata, forniscono sempre più servizi, per di più a prezzi concorrenziali. Il clima è ottimo, certi posti di una bellezza mozzafiato. La provincia di Napoli ottiene una nuova &#8216;bandiera blu&#8217; con Anacapri e continua nel processo di miglioramento della &#8216;rete&#8217; balneare. (maria bertone, cronache di napoli, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>Non solo il mare,</strong> tanti altri settori nascondono professionisti instancabili in città .</em></p>
<p>Cento segnalazioni di abusivismi ogni settimana, è questo il bilancio che l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica ha fatto in consiglio comunale a Napoli, nella presentazione dell&#8217;atto deliberativo sull&#8217;abusivismo edilizio. (michele paoletti, il giornale di napoli, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>Anche chi non ha niente da fare</strong> può diventare un professionista creativo, della disoccupazione:</em></p>
<p>A caccia disperata di risposte che spettano per diritto, dipendenti di aziende e cooperative senza lavoro o senza stipendio non possono fare altro che salire sulle gru del centralissimo cantiere della metropolitana di piazza Municipio oppure barricarsi nella sede della loro ditta. Altri restano nella bocca del vulcano oppure sul tetto dell&#8217;azienda. (irene de arcangelis, la repubblica napoli, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>I professionisti del randagismo</strong> sono intervenuti invece a Marigliano.</em></p>
<p>La regione Campania ha approvato il progetto di sterilizzazione chirurgica di cani randagi di proprietà del comune di Marigliano. [...] Sul territorio comunale, infatti, si calcola la presenza di un sostenuto numero di cani randagi. Risulta quindi di fondamentale importanza mettere in atto tutte le misure, anche straordinarie, per attuare la limitazione delle nascite dei cani randagi, cercando di risolvere all&#8217;origine il problema. (vi.di.gi., cronache di napoli, 15 maggio 2012)</p>
<p><em><strong>Infine, i suddetti professionisti dei disordini</strong> davanti alla sede di Equitalia sembrerebbero poter contare sul sostegno del professionista massimo del pallone. Cioè, forse, si, no, non si sa&#8230; nonviolenza e legalità.</em></p>
<p>Il fisco italiano dice no alla richiesta di concordato avanzata da Diego Armando Maradona in merito alla sua vertenza da 40milioni di euro. [...]  &#8230; a Napoli oggi il dissenso contro l&#8217;agenzia per la riscossione dei tributi si concretizza, questa volta pacificamente, con la costituzione di un movimento &#8220;Anti Equitalia&#8221;. Conferenza stampa alle 12 nello storico caffè Gambrinus di piazza Trieste e Trento con esponenti dei Verdi, avvocati, commercialisti e fiscalisti provenienti da Napoli, Milano e Palermo. [...] Tra i testimonial del movimento lo stesso Maradona&#8230; (re.p.p., corriere del mezzogiorno, 15 maggio 2012)</p>
<p><strong><em>Perchè è sempre una conferenza stampa </em></strong><em><strong>al Gambrinus</strong> a</em><em>lle 12 a distinguere tra professionisti e professionisti!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>a cura di nina d&#8217;alessio</em></p>
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		<title>Rifiuti, la politica del piano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:09:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12835" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/inceneritore.jpg" rel="lightbox[post-12834]" ><img class="size-full wp-image-12835" title="inceneritore" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2012/05/inceneritore.jpg" alt="" width="600" height="630" /></a><p class="wp-caption-text">(archivio disegni napolimonitor)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Maggio 2011-maggio 2012: sui rifiuti,</span> il primo anno della giunta de Magistris si chiude con piccoli passi in avanti e molta strada da percorrere. Le questioni aperte sono tante: incremento della differenziata, compostaggio, discariche, il problema del piano regionale in contraddizione con le dichiarazioni del sindaco, infiltrazioni della criminalità. La partita forse più importante per la giunta arancione si gioca però proprio sui rifiuti, terreno sul quale il sindaco aveva promesso di “scassare”, emanando su questo tema la sua prima delibera dopo l’insediamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Gli ultimi dati sulla differenziata, relativi al 2011,</span> non sono confortanti. Il comune di Napoli si ferma al diciotto per cento, all’ottantesimo posto della classifica nazionale. De Magistris prova a correggere il tiro: sono dati di tutto il 2011, dice, mentre «da quando si è insediata la nuova giunta la percentuale è arrivata al venticinque per cento». Le cifre, però,  sono praticamente uguali al 2010.<strong> </strong>Il sindaco aveva promesso la differenziata al settanta per cento entro sei mesi, ma la percentuale si è ben presto sgonfiata, arrivando alla previsione del sessantacinque entro il 2012, ma solo «se il governo sblocca i fondi». Alcuni risultati sono stati raggiunti: più isole ecologiche e l’incremento della raccolta porta a porta a Bagnoli, Colli Aminei, Rione Alto, Ponticelli, Chiaiano e San Giovanni. Si è ancora in alto mare, però, nei quartieri più popolosi che potrebbero fare la differenza, Fuorigrotta e Vomero su tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">La buona notizia di quest’anno</span> è che non abbiamo navigato nell’immondizia. L’ultima grande crisi c’è stata l’estate scorsa, e quindi, a parte il discusso proclama delle “cinque giornate di Giggino” («Rimuoverò i rifiuti in cinque giorni», disse poco dopo l’elezione), il fragile sistema campano è rimasto in equilibrio. Merito soprattutto dei bastimenti di immondizia spediti verso i paesi del nord, che pure hanno sollevato critiche e polemiche. Comunque la si pensi, le cifre spese in questi trasferimenti restano di gran lunga inferiori rispetto a quelle pretese in Italia. La nostra spazzatura è stata portata anche in Liguria, Emilia, Toscana, Lombardia e Veneto, in alcuni casi con il sì degli amministratori locali, ma in altri grazie ad accordi commerciali dissanguanti, tanto che gli smaltitori hanno intascato fino a tredici milioni e mezzo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Eppure il sindaco sembrava aver iniziato con il piede giusto,</span> grazie allo sblocco dei fondi per la ricapitalizzazione di Asìa (quarantatre milioni di euro). Il momento più impopolare della giunta arancione, è stato però a gennaio scorso, con l’addio di Raphael Rossi, ex amministratore delegato dell’azienda, dimissionato all’improvviso. Il manager (che in seguito ha intentato una causa contro palazzo San Giacomo) ha puntato il dito contro il vicesindaco e assessore all’ambiente Sodano, sostenendo che dietro l’“epurazione” ci fosse l’opposizione proprio del dirigente italo-francese all’assunzione di ventitre dipendenti del Consorzio di bacino Napoli 5. Sodano rispose legando invece la sostituzione ai ritardi nell’attuare le strategie sui rifiuti e alle tensioni all’interno dell’azienda. Dal Co.Re.Ri. (il coordinamento regionale rifiuti) raccontano: «A giugno scorso, in piena emergenza, prememmo perché fosse emanata un’ordinanza di separazione tra secco e umido; ci fu detto che loro non erano d’accordo, e questa decisione fu attribuita a Rossi. Ci apparve strano che davanti a una proposta che avrebbe aiutato a evitare allarmi igienico-sanitari, si preferisse puntare su siti di stoccaggio indifferenziato come ad Acerra». Al posto di Rossi oggi c’è Raffaele Del Giudice. La gestione del caso, però, ha lasciato l’amaro in bocca a molti, e qualche dubbio anche alla magistratura, che sta indagando sull’assunzione dei ventitre lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un altro fronte riguarda i dipendenti dell’azienda ligure Lavajet,</span> uno dei subappalti dell’Asìa, che a sua volta aveva ereditato parte di Enerambiente, altra azienda in subappalto e in odor di camorra. Le tensioni sono scoppiate a luglio, a causa del processo di internalizzazione dei servizi, che prevedeva la rescissione del contratto con Lavajet e con Docks Lanterna. Si è stabilito che i trecentocinquanta dipendenti dovranno essere tutti  assorbiti da Asìa (senza concorso), e il procedimento è in corso. I problemi con gli ex Lavajet, però, non sono per niente terminati: a marzo hanno scioperato contro Asìa, perché la vecchia azienda non aveva versato loro una mensilità. Mensilità che ora chiedono all’amministrazione comunale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Un’altra delle ferite aperte è quella dei precari Bros,</span> quattromila persone formate sotto la precedente amministrazione per effettuare le operazioni di raccolta differenziata, con attualmente nessuna speranza di essere ricollocate. Il sindaco si era mostrato ottimista durante la campagna elettorale: forse ha fatto promesse, anche se poi ha smentito, e si è arrivati ai ferri corti. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">Per quanto riguarda il capitolo compostaggio,</span> va detto che non ci sono in città impianti che possano trattare l’umido differenziato e trasformarlo in fertilizzante. Napoli manda oltre regione l’umido pagando centosessanta euro a tonnellata, mentre conferirlo a un impianto in Campania costerebbe meno della metà. A maggio, dicono Sodano e de Magistris, ci sarà il bando per la costruzione dell’impianto, anche se dove e quando non si sa. E non si sa nemmeno, in realtà, se si tratta di compostaggio o di un digestore anaerobico. La differenza è enorme, perché ciò che esce fuori dall’impianto di compostaggio è fertilizzante, quello che deriva invece dal digestore si chiama “digestato” e va a finire nell’inceneritore. Serve, in pratica, ad amalgamare meglio le balle, soprattutto quelle stoccate da molti anni, e abbassare la temperatura per non danneggiare il termovalorizzatore. E qui si arriva al tasto dolente: il capitolo inceneritori e discariche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="capoverso-blu">L’Unione europea pressa: ogni due o tre mesi bussa alla porta</span> e chiede conto all’Italia della sua strategia per trattare i rifiuti. Ora incombe una nuova multa, sebbene la Campania abbia emanato, nei mesi scorsi, un piano che, riassumendo, prevede: quattro inceneritori e un gassificatore distribuiti tra i vari comuni; poco riguardo alla riduzione dei rifiuti; altre discariche; costruzione di piccoli digestori anaerobici per umidificare le ecoballe stoccate da anni. In questo modo, come sottolinea Lorenzo Tessitore del coordinamento regionale rifiuti, «la Campania diventerebbe la prima regione d’Italia per capacità di incenerimento, in contrasto con le politiche europee che puntano sul recupero della materia». De Magistris ha dichiarato che a Napoli est non ci sarà alcun impianto di incenerimento, ma nel piano regionale tutto ciò è già scritto. Sul fronte discariche, infine, dopo la pausa di riflessione riguardo l’apertura di una nuova cava a Quarto, le ultime notizie danno quasi per certa una riapertura di Chiaiano (già satura) nel 2013.<em> (gaia bozza)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>14 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:13:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" rel="lightbox[post-12821]" ><img class="alignleft size-full wp-image-6126" title="rassegna-stampa" src="http://www.napolimonitor.it/wp-content/uploads/2011/04/rassegna-stampa.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Ci sono un sacco di progetti in ballo.</strong> Da qui a qualche anno, sembra che la città possa cambiare volto e migliorare vertiginosamente le sue tante pecche, questo però stando alle numerose iniziative messe sul tavolo&#8230;appunto. Un annuncio per ogni ente o istituzione, che si aggira intorno alla riqualificazione dei luoghi o al miglioramento dell’esistente. Partiamo dalla regione:</em></p>
<p>Larghe intese su temi strategici. La sfida piace al governatore Stefano Caldoro che, in un’intervista al Mattino, ha ribadito la necessità di trovare convergenze sui problemi concreti. Per questo stamattina il presidente della regione incontrerà tutti i capigruppo regionali, di maggioranza e opposizione. Ma il patto, ha chiarito, va esteso anche alle forze sociali e produttive che operano sul territorio. L’elenco delle priorità è lungo e in cima alla lista figurano problemi irrisolti da anni: il risanamento di trasporti e ambiente con la creazione di poli gestionali; la riorganizzazione del personale e l’accorpamento delle comunità montane; i grandi progetti e gli investimenti mirati con l’impiego di fondi europei.(gerardo ausiello, il mattino napoli, 14 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Con un climax che va dalla notizia leggerissima</strong> a quella più pesante, passiamo ora ai propositi cittadini. A proposito di peso, parte la nuova ztl leggera leggera sul lungo maro.</em></p>
<p>Parte oggi la ztl versione light, in vigore la mattina, dalle 8.30 alle 14 dal lunedì al venerdì. Per il fine settimana, invece varchi aperti a tutti di sabato e di domenica. Nessuna variazione per il lungomare, che resta pedonalizzato. Le vie d’accesso sono già state chiuse da fioriere. L’area è compresa tra via Martucci, Riviera di Chiaia, piazza Sannazaro, via Nazario Sauro, via Acton, vico Trinità delle Monache e corso Vittorio Emanuele. Il provvedimento firmato in settimana da De Magistris sarà operativo da oggi fino al 30 novembre in via sperimentale. Poi entreranno in funzione i varchi telematici come in piazza Dante. (stella cervasio, la repubblica napoli, 14 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>La ztl, seppur un argomento di tutto rilievo</strong> nell’economia della vivibilità cittadina, non è la vera patata bollente. I gradi si alzano quando ci avviciniamo alle fucine della vecchia industria napoletana.</em></p>
<p>La rinascita di Bagnoli riparte dall’aggiudicazione della gara per la rimozione della colmata a mare e per la bonifica dei fondali. È un’associazione temporanea di imprese il cui capogruppo è Mantovani di Mestre, affiancata da Socostramo di Roma e Giustino Costruzioni di Napoli, ad essersela aggiudicata per un importo complessivo di 49,8 milioni di euro. A loro il provveditorato interregionale per le Opere pubbliche  Campania-Molise ha attribuito giovedì scorso il compito di consegnare i lavori in 700 giorni. L’Ati provvisoriamente aggiudicataria ha previsto un termine di ultimazione di 460 giorni: poco più di un anno e la colmata sarà rimossa, i fondali bonificati.  Una svolta accolta con favore dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris: «A Bagnoli – ha dichiarato – abbiamo intrapreso la strada giusta», ha dichiarato, preannunciando per i prossimi giorni «novità molto importanti che annuceremo con il presidente della regione Stefano Caldoro». (enzo carraturo, 14 maggio 2012).</p>
<p><em><strong>Strano questo parlare di Bagnoli.</strong> Tutto tace sulla vera svolta, e cioè quella di creare a Bagnoli l’unica spiaggia libera della città. Se non l’avete fatto, andate a firmare per la campagna referendaria. Per tutte le informazioni andate <a href="http://www.unaspiaggiapertutti.it/">qui</a>. Magari nei prossimi anni ci vedremo lì e i filoni a scuola, le mattinate di festa in famiglia e i primi caldi saranno più divertenti.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>a cura di arsenio lupino</em></p>
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