Un monumento

febbraio 15th, 201212:08 am @

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Il relitto della Kater I Rades è stato trasformato in un’opera d’arte. Era il venerdì santo del 1997 quando l’imbarcazione albanese veniva speronata dalla Sibilla, una corvetta della Marina militare italiana, causando la morte di cento otto albanesi. Dopo quella tragedia, la prima causata dalla politica italiana di contrasto all’immigrazione, la Kater I Rades fu recuperata e lasciata a marcire in un angolo della Capitaneria di porto di Brindisi. L’estate scorsa le autorità locali hanno ordinato l’abbattimento della nave, ma grazie al lavoro e alla lotta dell’associazione Integra onlus, che si è fortemente battuta per salvare il relitto, la Kater I Rades è diventata un monumento.

Il 29 gennaio l’opera d’arte, creazione dell’artista greco Costantino Varotsos, è stata presentata al pubblico. Il monumento, che porta il nome emblematico di “Approdo – opera all’umanità migrante”, è un omaggio ai migranti di tutto il mondo. Il giorno dell’inaugurazione però i parenti dlle vittime di quella tragedia si sono rifiutate di togliere il velo che copriva l’opera. “Non basta un’opera d’arte per mettere a tacere le nostre voci e il nostro dolore”, sembravano dire i parenti con quel rifiuto.

La sentenza del processo, iniziato quindici anni fa, è arrivata solo il 29 giugno scorso e non ha reso giusitizia ai parenti delle vittime, assegnando tre anni al pilota albanese Xhaferi e due anni al comandante Laudadio della corvetta Sibilla. A tornare in Albania di ciò che è rimasto della Kater I Rades sono solo una bussola e un faro.

Nel centenario dell’indipendenza albanese, il programma radio Passpartù ripercorre venti anni di immigrazione albanese in Italia. Ascolta la puntata qui

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